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MilanoCortina26, la tecnologia che supporta lo sport: il lavoro dei tecnici Ottobock

2026-03-12 10:34

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Interviste,

MilanoCortina26, la tecnologia che supporta lo sport: il lavoro dei tecnici Ottobock

Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 sono nel vivo e il medagliere italiano a metà percorso è già ricchissimo. Merito del talento e della determinaz

Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 sono nel vivo e il medagliere italiano a metà percorso è già ricchissimo. Merito del talento e della determinazione dei nostri atleti e delle nostre atlete,, certo, ma non solo. Alla base di un'ottima performance ci sono anche gli strumenti giusti, i device giusti e le expertise in grado di supportare l'atleta in ogni momento della gara. In occasione delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 abbiamo incontrato i tecnici di Ottobock, azienda che realizza device altamente tecnologici e performanti per lo sport e la disabilità dal 1919, che ci hanno spiegato le varie fasi di riparazione delle attrezzature sportive e dei device utilizzati dagli atleti e delle atlete che si danneggiano durante i vari momenti delle gare.

 

Ad accompagnarci in questo viaggio di approfondimento, la referente Andrea Cremer e il tecnico Andrea Chiuselli. 

 

Quali sono i dispositivi che Ottobock mette a disposizione degli atleti? 

 

Sono le sedie a rotelle, le protesi e altri strumenti, ma qui ci occupiamo principalmente della riparazione. Questo è un centro dove forniamo il servizio  riparazione sia dei dispositivi sportivi degli atleti che utilizzano in gara, ma anche quelli che usano per la vita di tutti i giorni. Tutte le riparazioni sono gratuite,. L'unica cosa importante è che abbiano un accredito che ci permetta di effettuare la riparazione. Se non possiamo riparare il dispositivo, lo sostituiamo sempre gratuitamente.

 

La rottura del dispositivo, ovviamente, causa una riduzione della performance o comunque ha un impatto negativo sulla performance, invece un attrezzo riparato, in percentuale, quanto può migliorarla?

 

Naturalmente, un dispositivo riparato non è come uno nuovo, ma la maggior parte delle volte garantiamo all'atleta la possibilità di ritornare a giocare durante una partita in corso. Sia prima che dopo, ma anche durante, perché abbiamo a disposizione un piccolo repare center anche all'interno dell'arena. Una sorta di pit stop, diciamo così.

 

Quali sono i danneggiamenti, le rotture più comuni che vi è capitato di riscontrare?

 

Di base credo che le più comuni siano le rotture nelle saldature che ci sono nello chassi. 

L'altra più comune è la protezione. C'è una protezione che gli atleti hanno nella parte anteriore dell attrezzo che protegge i loro arti quando ci sono degli scontri e molto spesso si verificano delle rotture in quella parte, che è anche una delle più importanti perché è quella che permette loro di gareggiare in sicurezza. Pensiamo, per esempio, a quando vanno a sbattere contro le protezioni durante una partita particolarmente vivace e fisica. La protezione in questione è in carbonio, molto resistente e capace di reggere colpi molto forti, però spesso d un determinato numero di urti giunge il punto di rottura e si danneggiano. Un'altra parte che poi può facilmente danneggiarsi sono .le ruote perché molto sollecitate in gara.

 

Quali sono i materiali che Ottobock usa per i realizzare i suoi device generalmente?

 

Questo tipo di protezione che abbiamo fatto è in materiale plastico. Per realizzare altri tipi di strumenti abbiamo bisogno del metallo, quindi abbiamo una grande varietà di materiali qui con noi. Anche ferro e acciaio per alcune parti. Tuttavia la maggior parte delle componenti è in aluminio e in titanio, metalli molto leggeri e resistenti, anche se quest'ultimo è particolarmente costoso. 

 

Abbiamo, inoltre, un magazzino ricambi molto fornito perché in gara e non solo può accadere di tutto e non sappiamo cosa ci potrà davvero  servire: ruote, ricambi di varie misure, ruota frontali o posteriori, grandi e piccole, e poi ovviamente le protesi con il supporto dei medici ortoprotesisti. Con queste forniture possiamo far fronte al 90% delle criticità, ma puntiamo a raggiungere  il 100% delle richieste.

 

Ottobock guarda al futuro, quindi le protesi o comunque i device sono sempre più tecnologici, ma già ci sono nuove tecnologie in programmazione, in costruzione, giusto per darci una prospettiva futura di quello che sarà la risposta alle esigenze future?

 

In quanto azienda leader nella realizzazione di questo tipo di dispositivi, abbiamo sempre uno sguardo rivolto verso il futuro per migliorare la qualità della vita delle persone. Stiamo cercando di migliorare i nostri prodotti rivolti alle persone con disabilità, amputati o con altre esigenze e in questo periodo ci stiamo concentrando nelle protesi altamente responsive degli arti superiori. Essi saranno dotati di sensori in grado di riconoscere il movimento naturale della mano e di riprodurlo molto fedelmente. 

Il nostro lavoro su questo fronte è in continuo aggiornamento e miglioramento. Anche per quanto riguarda le protesi degli arti inferiori, con particolare attenzione al miglioramento dei movimenti delle ginocchia, stiamo lavorando a dispositivi sempre più responsivi e in grado di migliorare la qualità della vita di chi usa i nostri prodotti. Questo è il nostro lavoro, la nostra passione e missione da oltre 100 anni.

 

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